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Flash su incendi boschivi in Sicilia e Sardegna

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Gli incendi boschivi al centro sud non danno tregua.
Colpite la Puglia, la Sicilia, la Sardegna la Calabria, il Lazio, la Basilicata e il Molise.

Decine gli incendi registrati quotidianamente: Protezione civile, Operatori antincendio boschivo e Volontari a.i.b. sono in continua mobilitazione.

Flash dalla Sicilia.
Volontari antincendio boschivo e Vigili del Fuoco sono stati impegnati in provincia di Messina, a Casalvecchio Siculo, dove le fiamme hanno lambito i villini della zona. Roghi anche a Corleone, Cinisi, Partinico, e a Piano Renda a Pioppo, frazione di Monreale. Fiamme lungo l’autostrada Palermo-Catania, all’altezza dell’area industriale di Termini Imerese.
Spento anche l’incendio scoppiato a Cava grande, una zona di grande interesse ambientalistico nei pressi di Avola antica. Il rogo sarebbe di origine dolosa: le fiamme si sono infatti sviluppate in tre punti diversi della riserva, in un territorio particolarmente impervio, caratterizzato da un profondo canyon naturale scavato da un corso d’acqua.

Flash dallaSardegna.
Cessato allarme, per il momento, in Sardegna: la maggior parte degli incendi sono stati domati.
Il bilancio è però già decisamente elevato: 2 vittime, 25 mila ettari di territorio andati in fumo, centinaia le aziende agrozootecniche sul lastrico e migliaia i capi di bestiame carbonizzati.
Gli imprenditori del settore agricolo lamentano danni per 80 milioni di euro. La giunta regionale ha stanziato 3 milioni contro l’emergenza incendi. Continua intanto l’inchiesta della Procura di Tempio che ha già sentito decine di persone.

Fonte:  Repubblica.it

Incendi boschivi in Sardegna

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La Sardegna è funestata da Incendi Boschivi di rilevante intensità.

Due allevatori hanno perso la vita mentre cercavano di mettere di mettere in salvo le loro greggi a Pozzomaggiore e Mores in provincia di Sassari.

L’allevatore di Mores (Ss) è stato stroncato in mezzo alla strada mentre fuggiva dalla propria abitazione spaventato dalle fiamme. A Pozzomaggiore (Ss), invece, Mario Piu,  58 anni, è morto carbonizzato mentre tentava di mettere in salvo il proprio gregge.

Resta invece disperso un altro allevatore, sempre a Pozzomaggiore, che sarebbe uscito di casa per andare a proteggere il proprio bestiame. Un’altra persona risulterebbe dispersa a Semestene (Sassari).

L’isola è stata colpita  da numerosi e vasti roghi in tutte le Province. Il più esteso e pericoloso è partito da Bonorva nel Sassarese fino a raggiungere Ittireddu, sempre in provincia di Sassari.

Le fiamme stanno interessando un’area di circa 10.000 ettari.

A Capo Pecora, in provincia di Oristano, circa 120 bagnanti sono stati portati in salvo dopo essere rimasti intrappolati tra la costa e il mare a causa di un incendio.
Non si registrano feriti o ustionati, mentre il forte vento che continua ad interessare la Sardegna alimenta i timori per la possibilità del riformarsi di focolai di incendi boschivi.

Tutte le squadre dei Vigili del Fuoco della Sardegna sono state mobilitate in queste ore per arginare l’emergenza.

Evacuate abitazioni ad Alghero, Tempio, Loiri, Budoni, San Teodoro, Siliqua.

Fonte: Yahoo Notizie

Nuove tecnologie: gli incendi boschivi in Sardegna si vedono dallo spazio

Il Centro di  Ricerca Progetto San Marco (CRPSM) dell’Università La Sapienza di Roma sta sperimentando un sistema di monitoraggio -Sistema Integrato Gestione Rischio Incendi (SIGRI)- degli incendi boschivi della Sardegna .

Tale monitoraggio viene effettuato in tempo reale con l’utilizzo di complessi calcoli di rilevamento basati su immagini satellitari acquisite da un satellite geostazionario.

Vedi l’immagine satellitare in tempo reale cliccando qui

Il risultato delle valutazioni, acquisite tramite satellite e successivamente elaborate mediante uno speciale algoritmo, consiste in una mappa georeferenziata della Sardegna con gli incendi attivi 24 ore su 24.

Il sistema è, ovviamente, ancora in via di perfezionamento: l’attuale limite è riconducibile essenzialmente alla difficoltà di rilevamento in presenza di copertura nuvolosa.

In pratica, in presenza di nubi risulta  impossibile “vedere” cosa accade sotto la coltre nuvolosa, ed alcuni tipi di nubi possono generare falsi allarmi nel rilevamento degli incendi: i ricercatori del CRPSM stanno lavorando proprio per  minimizzare i falsi allarmi, al fine di rendere più affidabile il sistema.

Una volta perfezionato, saremo in grado di avvistare gli incendi in tempo reale, garantendo così interventi più tempestivi e rapidi.

Attualmente, l’avvistamento viene effettuato dal personale di terra (volontari, operatori), aereo (elicotteri), o attraverso le segnalazioni spontanee al 1515 (o ai numeri locali dedicati all’antincendio boschivo).
I tempi d’intervento possono variare molto a seconda dei casi, ma molto spesso gli incendi di maggiore gravità si verificano in vaste aree disabitate e poco frequentate (situazione alquanto tipica nella Regione Sardegna): in cui questi casi, solitamente, risulta più difficile intervenire tempestivamente.

Grazie ad un sistema di monitoraggio come il SIGRI, l’operatore potrà avvistare subito l’innescarsi di un incendio, provvedendo così ad organizzare immediatamente l’intervento aereo e terrestre.

Visita il sito di presentazione del progetto SIGRI

Fonte: Incendi.Saregna.it

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