Archivi per la categoria ‘Legambiente’

Incendio boschivo doloso depenalizzato dal Ddl Alfano

giustizia
Il disegno di legge Alfano, in discussione alla Camera, esclude l´incendio boschivo doloso dalla lista dei reati per i quali è concesso l´uso delle intercettazioni e rischia così di azzerare il lavoro svolto dalla magistratura e delle forze dell´ordine contro un delitto che ogni anno danneggia e gravemente vaste aree e mettendo a rischio l´incolumità e la salute delle persone.

Ieri, in una conferenza stampa organizzata da Legambiente a Roma è stato presentato un emendamento bipartisan al Ddl Alfano che porta le firme di Ermete Realacci, ministro dell´ambiente del governo ombra del Pd e di Fabio Granata, capogruppo Pdl in commissione cultura della Camera.

Gli incendi boschivi sono stati 10 mila nel solo 2007 ed hanno divorato 225 mila ettari di vegetazione e ucciso 18 persone.

Gli incendiari prendono di mira in particolare le aree protette e troppo spesso sono legati ad interessi economici: pastorizia, mantenimento di precari lavori forestali stagionali ed interessi criminali e mafiosi legati alla speculazione edilizia, spesso abusiva, visto il divieto di costruire nelle aree percorse dal fuoco.

Enrico Fontana, responsabile dell´Osservatorio ambiente e legalità di Legambiente, sottolinea:
«La recente introduzione di sanzioni finalmente adeguate alla gravità di questi fenomeni ha permesso di raggiungere risultati che sono sotto gli occhi di tutti: la lotta ai piromani ha conosciuto risultati significativi, resi possibili grazie agli strumenti d´indagine di cui possono avvalersi forze dell´ordine e magistratura.
Sarebbe davvero grave se ora, invece di inserire tutti i delitti contro l´ambiente nel Codice penale, come richiesto anche dall´Unione europea, Governo e Parlamento decidessero di azzerare di fatto l´efficacia delle sanzioni contro gli eco criminali».

Fonte: Greenreport.it , Legambiente

Dossier "Ecosistema incendi 2008"

Anche quest’anno Legambiente e Protezione Civile, nell’ambito della campagna anticendio boschivo “Non scherzate col fuoco” hanno pubblicato il  dossier annuale: “Ecosistema incendi”, che fotografa la situazione italiana sul problema degli incendi boschivi.

Scarica subito il dossier qui

Sono stati presentati i dati relativi alle 840 amministrazioni comunali interessate dagli incendi boschivi, sulle attività svolte per la prevenzione del fenomeno sul territorio italiano.

Negli ultimi 20 anni gli incendi boschivi hanno distrutto circa 1.100.000 ettari di bosco: un’estensione superiore a quella dell’ intera Regione Abruzzo.

Se da un lato si osserva una maggiore attenzione da parte dei comuni,  dall’altro è evidente una scarsa applicazione da parte delle amministrazioni della legge quadro in materia d’incendi boschivi (legge 353/2000).

Da questo ritratto, si evidenzia anche come l’informazione alla popolazione circa le attività di prevenzione scarseggi: solo il 14% dei comuni realizza campagne specifiche per scuole e per coloro che, a diverso titolo, usufruiscono dei boschi.  Solo un comune su 4 svolge regolari attività di prevenzione incendi boschivi (pattugliamento ed avvistamento).

Purtroppo, il quadro complessivo non è quindi molto edificante…

Da questi dati (che puoi scaricare qui) emerge tristemente come nell’anno appena passato il numero degli incendi sia cresciuto enormemente. Cosa ancora più grave, il numero di comuni coinvolti nel problema incendi boschivi è cresciuto enormemente (da  1.355 del 2006 a 2.188 nel 2007).

Una lettura critica di questi dati ci permettono anche di capire le principali cause degli incendi boschivi.

La matrice dolosa -vera piaga tutta italiana- è ancora la causa principale dei roghi che funestano la nostra penisola.

E purtroppo, triste a dirsi, molto spesso dietro ai cosiddetti “piromani” si nascondono persone molto vicine all’ambiente boschivo. Indennità di rischio, aumento delle giornate lavorative e rinnovi contrattuali sono spesso motivazioni molto “umane” che spingono certi disperati a bruciare volontariamente i boschi. Cagionando danni incalcolabili.

E quindi doveroso ricordare ulteriormente  il D.L. 4 agosto 2000, n.220, recante “Disposizioni urgenti per la repressione degli incendi boschivi” e convertito, con modificazioni, nella Legge 6 ottobre 2000 n.275, introduce l’art. 423 bis, confermato dall’art.11 della Legge 11 novembre 2000, n.353 :

Chiunque cagiona un incendio su boschi, selve o foreste ovvero su vivai forestali destinati al rimboschimento, propri o altrui, è punito con la reclusione da 4 a 10 anni.
Se l’incendio di cui al primo comma è cagionato per colpa, la pena è della reclusione da 1 a 5 anni.
Le pene previste dal primo e dal secondo comma sono aumentate se dall’incendio deriva pericolo per edifici o danno su aree protette.
Le pene previste dal primo e dal secondo comma sono aumentate della metà se dall’incendio deriva un danno grave, esteso e persistente all’ambiente.

Non so se questo basterà a ridurre il fenomeno degli incendi boschivi. Certo è che quanto emerge dal dossier “Ecosistema incendi 2008″ fa pensare.

Ci auguriamo tutti che faccia pensare anche chi, a diverso titolo (comuni, enti, amministrazioni, ecc.) ha un maggiore potere d’intervento su queste problematiche.

E speriamo che il prossimo dossier “Ecosistema incendi” ci dia notizie più rasserenanti.

Scarica subito il dossier “Ecosistema incendi 2008″ qui

Fonti: Villaggio Globale , Legambiente , Corpoforestale.it

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