Archivio di luglio 2008
Incendio di Rodi: antincendio boschivo su 5 km di fronte di fiamma
L’emergenza incendio di Rodi pare essere ad un punto di svolta.
Il grande incendio che da 7 giorni sta distruggendo la vegetazione di Rodi è ormai sotto controllo: lo hanno assicurato le autorità del centro di crisi greco al consolato italiano di Rodi.
I turisti evacuati in questi ultimi giorni potranno tornare ai loro alberghi e alle loro vacanze perchè la minaccia per il centro abitato pare essere scongiurata.
L’Italia è stata la prima ad arrivare in soccorso a Rodi, con due canadair CL-415 del Dipartimento della Protezione civile inviati dal Governo, che si aggiungono alla flotta di mezzi che cerca di contrastare un fronte di fiamma di oltre 5 cinque chilometri.
Il Nostro Paese è immediatamente intervenuto quale partecipante al progetto Fire 5, che prevede un accordo di cooperazione tra Italia, Francia, Spagna, Grecia e Portogallo (i Paesi che sono più soggetti a rischi che interessano gli interventi di Protezione Civile), incentrato essenzialmente sulla reciproca assistenza in caso di emergenze che richiedano l’intervento della P.C. e dell’ antincendio boschivo.
Le nuvole di fumo hanno reso difficili le operazioni dei velivoli antincendio boschivo, e la mancanza di visibilità ha aumentato i rischi in fase di estinzione.
400 vigili del fuoco, 40 mezzi tra auto e botti, 6 canadair e 4 elicotteri, 2 aerei antincendio boschivo della Protezione Civile italiana e 2 mezzi anfibi francesi hanno infine avuto la meglio su questo incendio boschivo di immani proporzioni. Un dispiegamento necessario per contrastare le fiamme che da 7 giorni soffocavano i boschi al centro dell’isola, in una zona montana.
Il bilancio finale è apocalittico:
l’incendio, che ha distrutto 5.000 ettari della più antica foresta di conifere, classificandosi come la peggiore catastrofe di questo tipo vissuta dall’isola.
Spyridoula Strati, giornalista del quotidiano locale Proodos, intervistata dall’Ansa, dice: “Abbiamo avuto incendi nel 1987 e nel 1992, ma questo è certamente il peggiore. Ha incenerito migliaia di ettari di una foresta mai prima lambita dalle fiamme, e nessun rimboscamento potrà compensare tale disastro”.
Il bilancio è disastroso, ma poteva anche essere tragico senza l’ordinanza emanata delle autorità greche che hanno subito evacuato le zone abitate, e senza l’intervento della “task force” internazionale del progetto Fire 5, di cui l’Italia si è fatta orgogliosa promotrice.
Per ulteriori approfondimenti sul Fire 5, visualizza gli articoli in questa pagina
Fonti: Ansa.it , Virgilio Notizie
Roma, Pineta di Castelfusano: incendio boschivo di origine dolosa
Un incendio boschivo di vaste proporzioni si è sviluppato nella pineta di Castelfusano, sul litorale romano.
Pini, lecci e farnie sono andati in fumo in un incendio boschivo di origine dolosa che si è portato via oltre 30 ettari di macchia mediterranea (alcuni giornali parlano addirittura di 80 ettari).
Per guardare le foto dell’incendio clicca qui (sito “roma.repubblica.it”)
Agenti del Corpo Forestale della Stato hanno avviato un’inchiesta per chiarire le ragioni del dolo, dopo aver trovato un innesco artigianale e tracce di liquido infiammabile che ha provocato il primo dei tre focolai.
Successivamente, altri incendi, sempre nell’area della pineta, si sono propagati velocemente a causa del vento e, presumibilmente, anch’essi avrebbero un’origine dolosa anche se non sono stati trovati inneschi.
«Gli ettari coinvolti dall’incendio sono 30 - ha detto il comandante provinciale dei vigili del fuoco Guido Parisi -. Abbiamo avuto in azione 12 mezzi antincendio boschivo, fra cui due canadair, tre elicotteri, e 60 uomini». Al lavoro per spegnere le fiamme nella pineta sono arrivate in tutto circa 250 persone tra vigili del fuoco, volontari antincendio boschivo ed operatori.
E a confermare il sospetto del dolo, il fatto che “nell’ultima settimana - ha spiegato Parisi - ci sono stati tra i 5 ed i 6 principi d’incendio“, mentre negli stessi giorni due inneschi sono stati trovati dal Corpo Forestale dello Stato.
Il sindaco di Roma Gianni Alemanno ha annunciato che chiederà l’intervento dell’Esercito per controllare la zona della pineta, per il numero crescente di incendi boschivi. “C’è una volontà di colpire quest’area - ha detto - forse si tratta di una ritorsione tra bande che sfruttano le prostitute, un fenomeno presente nel parco. Per questo serve un’opera seria di intelligence per capire com’è la situazione”.
Alcuni testimoni hanno parlato di forti ritardi nell’arrivo dei canadair, circa 3 ore, ma dalla Protezione civile è stato replicato che sono state seguite tutte le procedure standard d’intervento.
Di sicuro il primo canadair non è arrivato sul luogo dell’incendio prima delle 13:15.
“Ho parlato con il capo del Corpo forestale dello Stato, Cesare Patrone - ha aggiunto il sindaco - e abbiamo deciso di istituire una commissione d’inchiesta per stabilire se ci sono stati ritardi o difetti di coordinamento negli interventi”.
Intanto, in cielo una nuvola di fumo nero ha oscurato la visibilità nell’area circostante il rogo. Il fumo ha oscurato il cielo nei quartieri di Casalpalocco e Infernetto.
Per guardare le foto dell’incendio clicca qui (sito “roma.repubblica.it”)
Fonti: Il Messaggero.it , La Repubblica.it redazione di Roma
Speciale Liguria: il Sistema Regionale Antincendio Boschivo
Ricevo e pubblico questa interessantissima presentazione del “Servizio Antincendio Boschivo della Regione Liguria”, curata da Massimo Galardi - Dipartimento Agricoltura e Protezione Civile, Servizio Politiche della Montagna e della Fauna Selvatica.
Scarica subito tutta la presentazione qui (file pdf)
“Gli incendi boschivi rappresentano una delle più importanti cause di distruzione e di degrado del patrimonio boschivo della Liguria.
Il problema è grave e complesso, tuttavia le azioni di prevenzione e il potenziamento delle attività antincendio boschivo promosse dalla Regione Liguria in questi ultimi anni, hanno consentito di ridurre notevolmente questo distruttivo fenomeno.
Le azioni di previsione, prevenzione e lotta attiva contro gli incendi boschivi sono assicurate dal sistema regionale antincendio boschivo al quale partecipano diversi Enti e Forze operative.
Al sistema regionale AIB partecipano, con ruoli ben definiti, gli Enti delegati, i Comuni, le Province, il Corpo Forestale dello Stato, i Vigili del Fuoco ed il Volontariato di antincendio boschivo e di protezione civile…”
Scarica subito tutta la presentazione qui (file pdf)
Il sistema regionale antincendio boschivo della Regione Liguria… in breve:
- La Regione Liguria dispone di un Servizio di Previsione Rischio Incendio: S.P.I.R.L.
- L’Attività di prevenzione è finanziata dalla Regione Liguria ed attuata dagli Enti delegati.
- La lotta attiva contro gli incedi è coordinata dal Corpo Forestale dello Stato sulla base della convenzione vigente tra la Regione Liguria e il MIPAF.
- Il Volontariato specializzato nell’antincendio boschivo è una componente fondamentale del sistema regionale AIB e partecipa attivamente alle operazioni di prevenzione e spegnimento.
- Il Volontariato di Protezione Civile svolge un fondamentale ruolo nelle attività di prevenzione incendi boschivi e nell’assistenza durante gli incendi di interfaccia.
- Il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, sulla base della convenzione vigente tra Regione Liguria e Ministero dell’Interno, assicura il supporto alle operazioni di spegnimento e coordina le operazioni di soccorso in occasione degli incendi di interfaccia.
- Le Province organizzano i corsi formativi per il Volontariato AIB.
- I Comuni assicurano il primo intervento e il supporto per lo spegnimento.
Insomma, il Sistema Antincendio Boschivo della Liguria sembra davvero organizzato ed efficiente.
Mi auguro altre Regioni vogliano prendere esempio ed inviare la presentazione del loro Servizio Antincendio Boschivo, per fare conoscere i loro programmi e promuovere l’attività di volontariato a.i.b.
Inviate la documentazione a: antincendioboschivo@gmail.com
Presentazione Sistema Antincendio Boschivo Regione Liguria: scarica qui (file pdf)
Emilia Romagna: massima allerta incendi boschivi
Una determina del direttore dell’Agenzia di Protezione Civile della Regione Emilia-Romagna ha stabilito la massima allerta per gli incendi boschivi nel periodo 19 Luglio - 27 Agosto.
500 Volontari antincendio boschivo, 10 squadre di Vigili del Fuoco e 150 unità del Corpo Forestale dello Stato saranno impegnati su tutto il territorio regionale in attività di prevenzione, avvistamento e spegnimento incendi.
La determina è stata emanata d’intesa con la Direzione regionale dei Vigili del Fuoco ed il Comando regionale del Corpo Forestale dello Stato. Le squadre saranno coordinate dalla Agenzia regionale di Protezione Civile tramite la Sala Operativa Unificata Permanente (SOUP).
La SOUP, situata a Bologna presso il centro operativo dell’Agenzia regionale di Protezione Civile, è composta oltre che da funzionari esperti della Protezione Civile regionale anche da personale dei Vigili del Fuoco, del Corpo Forestale dello Stato e del volontariato di Protezione Civile, operativo tutti i giorni dalle ore 8.00 alle ore 20.00, ed in orario notturno con servizio di reperibilità .
In caso di incendi di rilevante gravità verrà richiesto il concorso aereo della flotta del Dipartimento nazionale della Protezione Civile (Canadair ed elicotteri a grande capacità dedicati allo spegnimento degli incendi di bosco su tutto il territorio nazionale).
57 automezzi fuoristrada attrezzati con i moduli per lo spegnimento incendi saranno a disposizione per le operazioni di terra.
Anche la Croce Rossa partecipa alle attività antincendio boschivo, assieme all’Associazione Nazionale Alpini e alla VAB (Vigilanza Antincendi Boschivi).
Se si avvista un incendio in un bosco dell’Emilia Romagna i numeri da chiamare sono: 1515, numero nazionale di pronto intervento del Corpo Forestale dello Stato; 115, numero nazionale di pronto intervento del dipartimento dei Vigili del Fuoco, del Soccorso pubblico e della Difesa civile, 8008-41051 numero verde regionale.
Fonte: Romagnaoggi
Bertolaso a Loiero: misure antincendio boschivo da adottare subito
Il responsabile della Protezione Civile nazionale Guido Bertolaso è in questi giorni molto impegnato nella supervisione delle campagne antincendio boschivo delle diverse realtà mediterranee, elogiando le Regioni più attente ed organizzate e non mancando di redarguire laddove manchi ancora un sistema antincendio boschivo che consenta di far fronte alle imminenti emergenze stagionali.
E, proprio in questi giorni, Bertolaso ha inviato una lettera ad Agazio Loiero (nella foto), presidente della Regione Calabria, per metterlo al corrente di alcune considerazioni di carattere generale e specifico sull’operato della Regione Calabria.
Pur avendo apprezzato il modello organizzativo che la regione ha adottato, Bertolaso non ha mancato di esprimere i timori e preoccupazioni per quello che potrà accadere nelle prossime settimane sul fronte della lotta agli incendi boschivi, qualora non si desse attuazione, e presto, ad alcune misure urgenti.
Bertolaso e’ stato abbastanza critico per quello che e’ avvenuto, ”che non puo’ e non deve piu’ verificarsi”, nel recente incendio che ha interessato il comune di San Giovanni in Fiore (Cs).
”A fronte di una richiesta di concorso aereo pervenuta dalla SOUP e tempestivamente evasa da questo Dipartimento con l’assegnazione di tre velivoli e un elicottero- ha proseguito Bertolaso - si e’ dovuto registrare l’assenza in loco del Direttore delle Operazioni di Spegnimento, indispensabile, come noto, per il coordinamento degli interventi delle squadre a terra e, in particolare, laddove e’ necessario l’impiego di mezzi aerei”.
Agazio Loiero ha commentato: “Siamo impegnati a fare tesoro delle indicazioni che il sottosegretario Guido Bertolaso ha dato per ottimizzare la lotta contro gli incendi boschivi, che in Calabria e’ molto impegnativa ed ha bisogno di organizzazione efficiente, uomini capaci nei posti giusti e mezzi adeguati”.
”E’ evidente - scrive ancora Bertolaso - che il successo dell’operazione e’ legato alla partecipazione dei rappresentanti delle diverse strutture operative preposte alle attivita’ di spegnimento incendi che gestiscono risorse in termini di uomini, materiali e mezzi. Tuttavia, tale contributo, quale forma indispensabile di collaborazione, non e’ ad oggi ancora stato avviato, nonostante la direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri del 5 giugno scorso”.
Fonte: Asca
Dossier "Ecosistema incendi 2008"
Anche quest’anno Legambiente e Protezione Civile, nell’ambito della campagna anticendio boschivo “Non scherzate col fuoco” hanno pubblicato il dossier annuale: “Ecosistema incendi”, che fotografa la situazione italiana sul problema degli incendi boschivi.
Scarica subito il dossier qui
Sono stati presentati i dati relativi alle 840 amministrazioni comunali interessate dagli incendi boschivi, sulle attività svolte per la prevenzione del fenomeno sul territorio italiano.
Negli ultimi 20 anni gli incendi boschivi hanno distrutto circa 1.100.000 ettari di bosco: un’estensione superiore a quella dell’ intera Regione Abruzzo.
Se da un lato si osserva una maggiore attenzione da parte dei comuni, dall’altro è evidente una scarsa applicazione da parte delle amministrazioni della legge quadro in materia d’incendi boschivi (legge 353/2000).
Da questo ritratto, si evidenzia anche come l’informazione alla popolazione circa le attività di prevenzione scarseggi: solo il 14% dei comuni realizza campagne specifiche per scuole e per coloro che, a diverso titolo, usufruiscono dei boschi. Solo un comune su 4 svolge regolari attività di prevenzione incendi boschivi (pattugliamento ed avvistamento).
Purtroppo, il quadro complessivo non è quindi molto edificante…
Da questi dati (che puoi scaricare qui) emerge tristemente come nell’anno appena passato il numero degli incendi sia cresciuto enormemente. Cosa ancora più grave, il numero di comuni coinvolti nel problema incendi boschivi è cresciuto enormemente (da 1.355 del 2006 a 2.188 nel 2007).
Una lettura critica di questi dati ci permettono anche di capire le principali cause degli incendi boschivi.
La matrice dolosa -vera piaga tutta italiana- è ancora la causa principale dei roghi che funestano la nostra penisola.
E purtroppo, triste a dirsi, molto spesso dietro ai cosiddetti “piromani” si nascondono persone molto vicine all’ambiente boschivo. Indennità di rischio, aumento delle giornate lavorative e rinnovi contrattuali sono spesso motivazioni molto “umane” che spingono certi disperati a bruciare volontariamente i boschi. Cagionando danni incalcolabili.
E quindi doveroso ricordare ulteriormente il D.L. 4 agosto 2000, n.220, recante “Disposizioni urgenti per la repressione degli incendi boschivi” e convertito, con modificazioni, nella Legge 6 ottobre 2000 n.275, introduce l’art. 423 bis, confermato dall’art.11 della Legge 11 novembre 2000, n.353 :
Se l’incendio di cui al primo comma è cagionato per colpa, la pena è della reclusione da 1 a 5 anni.
Le pene previste dal primo e dal secondo comma sono aumentate se dall’incendio deriva pericolo per edifici o danno su aree protette.
Le pene previste dal primo e dal secondo comma sono aumentate della metà se dall’incendio deriva un danno grave, esteso e persistente all’ambiente.
Non so se questo basterà a ridurre il fenomeno degli incendi boschivi. Certo è che quanto emerge dal dossier “Ecosistema incendi 2008″ fa pensare.
Ci auguriamo tutti che faccia pensare anche chi, a diverso titolo (comuni, enti, amministrazioni, ecc.) ha un maggiore potere d’intervento su queste problematiche.
E speriamo che il prossimo dossier “Ecosistema incendi” ci dia notizie più rasserenanti.
Scarica subito il dossier “Ecosistema incendi 2008″ qui
Fonti: Villaggio Globale , Legambiente , Corpoforestale.it
Regione Liguria all’avanguardia nella lotta agli incendi boschivi

E’ proprio di questi giorni la notizia di una lettera ufficiale di Guido Bertolaso indirizzata all’assessore alla Protezione Civile della Regione Liguria Giancarlo Cassini (nella foto).
In questa missiva, Bertolaso si complimenta con l’assessore per gli ottimi risultati ottenuti dalla Liguria nella programmazione ed attuazione dei piani antincendio boschivo che, nell’ultimo quinquennio, hanno portato ad un dimezzamento degli incendi boschivi su tutto il territorio regionale.
«Credo che questo significativo riconoscimento di Bertolaso alla nostra Regione - ha sottolineato l’assessore Cassini - sia innanzitutto da dedicare a tutti i componenti del sistema regionale dell’antincendio boschivo. Per questo voglio ringraziare di cuore il Corpo Forestale dello Stato, il Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco e tutti i volontari di antincendio boschivo e Protezione Civile per la loro passione civile, e per il loro costante impegno e dedizione volta alla difesa del nostro territorio e dell’incolumità di tutti i liguri».
«Inoltre voglio ringraziare - ha ancora detto Cassini - le amministrazioni provinciali e gli Enti delegati, oltre alla struttura regionale preposta che tramite le rispettive competenze in ambito formativo e di programmazione delle azioni di prevenzione e di sostegno organizzativo, contribuiscono in maniera determinante a fare crescere tutto il sistema regionale dell’antincendio boschivo».
I numeri parlano chiaro: negli ultimi cinque anni gli incendi boschivi in Liguria si sono ridotti del 50% :
nel quinquennio 2002/2006 si sono registrati, come medie annue, 475 incendi per una superficie di 3.564 ettari, contro una media annua del periodo 1987/2001 di 847 incendi e 7.416 ettari.
L’anno scorso (2007) in Liguria si sono verificati 384 incendi boschivi , contro la media annua del quinquennio precedente di 475.
Dal primo gennaio di quest’anno sono stati registrati 128 incendi (644 ettari), dato che è al momento molto al di sotto delle medie degli anni passati.
Risultati ottimi e che fanno ben sperare per una conclusione dell’anno positiva: complimenti alla Regione Liguria per l’ottimo lavoro!
Fonte: Il Secolo XIX
Incendi boschivi: flash news da Sicilia e Marche
Purtroppo inizia il triste stillicidio di ogni estate. Vi darò, in tempo reale, e compatibilmente con la reperibilità delle informazioni, tutti gli aggiornamenti in merito a nuovi incendi boschivi.
Se volete inoltrare una segnalazione, potete inviarla a: antincendioboschivo@gmail.com
FLASH SICILIA
150 volontari di Protezione Civile della Lombardia, impegnati dall’inizio di Luglio in Sicilia (con il compito di coadiuvare gli operatori antincendio boschivo locali) sono intervenuti per domare un incendio boschivo scaturito tra la Val d’Erice e la localita’ Bonacia.
La presenza di piante resinose nei pressi delle abitazioni ha reso le condizioni di lavoro critiche e l’intervento più difficile del previsto.
Ciò nonostante, dopo cinque ore le fiamme sono state spente definitivamente.
Altri incendi sono stati affrontati in localita’ San Barnaba, a Colli, in Via Licisella Busto, a S.Andrea, loc. Sottobosco.
Al lavoro anche, coordinati dalla Sala Operativa della Protezione Civile della Regione Lombardia, uomini della squadra della Provincia di Pavia che hanno collaborato con l’associazione volontari di Sambuca (Ag) e il Corpo Forestale dello Stato e Regionale.
Fonte: ASCA
FLASH MARCHE
E’ stato finalmente spento l’incendio boschivo che si era sviluppato, per cause ancora da chiarire, nel territorio del comune di Ripatrasone, in provincia di Ascoli.
Tre squadre dei vigili del fuoco di San Benedetto del Tronto, Fermo ed Ascoli, unitamente ad un elicottero inviato dalla protezione civile regionale, hanno lavorato per 8 ore consecutive per spegnere un incendio boschivo sviluppatosi in localita’ Quercia Ferrata, non lontano dalla costa adriatica.
Le fiamme hanno investito piante, arbusti e vegetazione di macchia mediterranea, rendendo difficoltoso l’intervento.
Il bilancio finale non è trascurabile: sono andati in fumo in poco tempo almeno due ettari di splendida pineta.
Sul posto sono ora in corso le operazioni di bonifica per cercare di prevenire la possibile ripresa dell’incendio, anche a causa delle alte temperature che in questi giorni stanno interessando il sud delle Marche.
Fonte: AGI
Report "Antincendio Boschivo e Sicurezza"
SCARICA SUBITO IL REPORT
E’ finalmente scaricabile il Report “Antincendio Boschivo e Sicurezza”: L’attività a.i.b. vista da una diversa angolatura: la salute e sicurezza dei lavoratori
Si tratta di un ebook formato pdf, in cui viene concretamente spiegato cosa le attuali normative prevedano per la salute e sicurezza degli operatori a.i.b.
Un vademecum importante per ricordarci che, al centro di tutte le attività antincendio boschivo, c’è l’Uomo, che va protetto e messo in sicurezza SEMPRE.
Questo report sarà il primo di una serie che, valutato l’interesse generale, stilerò e pubblicherò, in collaborazione coi massimi esperti del settore, per approfondire e chiarire molti aspetti del settore antincendio boschivo.
Il “taglio” che si è deciso di dare a questo progetto è volutamente semplice e diretto, di modo che le informazioni ivi contenute posano essere fruite dal maggior numero di persone possibili, indipendentemente dal tipo di istruzione ricevuta o dalle precedenti esperienze in questo settore.
In più, scaricando il report, entrerai a far parte della nuova community di antincendioboschivo.it, il sito (attualmente in preparazione) che sarà un punto di riferimento per l’a.i.b. in Italia.
Quindi, il consiglio che ti do, è di andare subito su antincendioboschivo.it e richiedere il report gratuito “Antincendio Boschivo e Sicurezza” (inserendo il tuo nome e una tua mail nell’apposito form).
In questo modo riceverai subito il link per scaricare il report, entrando così di diritto nella community di antincendioboschivo.it
Piano Antincendio Boschivo Regione Lazio: Marrazzo mette in guardia i piromani
Il Presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo, questa mattina ha presentato, insieme al capo della protezione civile regionale, Maurizio Pucci, il piano regionale antincendio boschivo.
Oltre 5.000 volontari della protezione civile regionale e 350 associazioni che si battono in difesa dell’ambiente parteciperanno alla campagna a.i.b. del Lazio, che prevede il coordinamento interforze fra Vigili del Fuoco, Protezione Civile, Corpo Forestale dello Stato e volontari a.i.b.
Circa 300 i mezzi a disposizione fra flotta aerea, autocisterne e pick up equipaggiati per l’antincendio boschivo.
La sala operativa della Protezione Civile restera’ operativa 24 ore su 24, in collegamento con il 118, i Vigili del Fuoco, il C.F.S. e le capitanerie di porto del Lazio.
Per contrastare i piromani, la Protezione Civile regionale ha anche disposto corsi di aggiornamento per 1.000 volontari, ai quali si aggiungono i 2500 gia’ formati nel 2007.
Questa campagna antincendio boschivo sara’ accompagnata da una massiccia campagna informativa che, grazie ad uno spot televisivo e uno radiofonico, cercherà di informare la popolazione, mettendola in guardia contro i rischi che si corrono negli incendi boschivi.
Il Presidente della Regione Marrazzo, intervistato, non usa mezzi termini: ”I piromani sono terroristi ambientali che mettono a rischio la vita umana. Noi faremo in modo che vadano via dal Lazio senza se e senza ma”.
Una mappatura completa dei roghi dal 2004 al 2007, di fatto, consentirà di applicare finalmente i severi vincoli sulle aree colpite da incendio, quali il blocco del cambio di destinazione, il divieto di edificare per dieci anni, il divieto di rimboschimento per cinque anni e il divieto di pascolo e caccia per dieci anni.
”Da quest’anno i piromani si troveranno di fronte all’impossibilita’ di trarre vantaggi dalle lore azioni criminali”, ha infine sottolineato Marrazzo.
Fonte: asca.it










